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Quirinale
Dopo i Sabini, che lo abitarono fin dall’epoca preromana, il Quirinale divenne zona residenziale con le Terme di Costantino, delle quali alcune statue, rinvenute nel cinquecento, sono state collocate da Sisto V sull’omonima piazza. Il colle conservò tale caratteristica di edilizia esclusiva in virtù dell’esistenza del Palazzo Papale, oggi residenza del Capo dello Stato, e delle vicine ville dei nobili che vi si stanziarono.
Borgo
Da piazza S. Pietro, tra via del Borgo Vecchio e via del Borgo nuovo, per questo definito ”spina del borgo”, il complesso barocco che vi si estendeva fu interamente sacrificato alla follia pianificatrice del periodo fascista. La nuova Via della Conciliazione, che ne ha preso il posto nel lungo tratto rettilineo, fu promossa dal “Duce” Mussolini con la compiacenza della Santa Sede, a simboleggiare la riconciliazione tra lo Stato Italiano ed il Vaticano ,sancita dai precedenti “Patti Lateranensi”.
Monte Testaccio
I detriti delle anfore rotte provenienti dalle attività commerciali dell’emporio, accumulati dal I° alla metà del III° secolo d.C., e consolidati negli anni, formano il dosso collinare denominato  “Monte Testaccio”, alto 49 mt. e  di area complessiva 22.000 mq.. A nord vi fu costruito tra 1910 ed  1912 il grande quartiere operaio. Sul versante occidentale l’ex mattatoio, progettato dall’architetto G. Ersoch nel 1891, che ora è  sede della facoltà di architettura dell’Università Roma Tre, mentre la zona occupata dai due cimiteri era precedentemente destinata ad accogliere i servizi pubblici. Intorno al 1470 la rappresentazione della Passione di Cristo, che iniziava al Foro Boario, si concludeva sul monte con la crocifissione. Il percorso delle stazioni sulla via “dolorosa” includeva il passaggio davanti alla Chiesa di S. Maria in Cosmedin, sulla quale apparve il primo riferimento al “ rione testaccio”, in una iscrizione risalente all’VIII secolo.
Monteverde
Tagliato fuori del contesto urbano dalle antiche mura aureliane, che divisero in due il gianicolo, e considerata l’ottima qualità dei prodotti in virtù della ricchezza della sua terra,”Monteverde” continuò  ancora per lungo tempo ad essere oggetto delle attività agricole, consolidate dagli abitanti fin dall’epoca degli Etruschi. La terra fertile offriva generose messi, e dai frutti delle coltivazioni a vite si otteneva il pregiato “ vinello bianco di monteverde”. Questo aspetto di grande villaggio dedito all’agricoltura e alla pastorizia, perdurò fino all’unificazione dell’Italia. Già dal 1871, infatti, a porre fine alle discussioni sorte in merito all’espansione e allo sviluppo di Roma, fu approvato un piano regolatore che prevedeva un piccolo quartiere, a carattere residenziale, ai piedi del gianicolo. Questo progetto avviò il meccanismo della speculazione edilizia, che si concretizzò con la costruzione di  Monteverde Nuovo, avallato dal piano regolatore del 1931 che, in contraddittorio col precedente, consentì all’edilizia il massimo sfruttamento dei terreni. Nasce così, separata da Monteverde Vecchio, l’area di Donna Olimpia, caratterizzata da edifici popolari, a timbro fascista, destinati all’accoglienza degli sfrattati dal centro, a causa dello sventramento urbanistico. Agli anni trenta si deve anche la Circonvallazione Gianicolense, collegata alla Via Olimpia solo nel 1960.
Quartiere Coppedè
Il quartiere realizzato tra il 1921 e il 1926 dall’architetto Gino Coppedè (1866-1927), figlio di un artigiano fiorentino, esalta lo stile prevalentemente “transtemporale” dell’artista, che fonde con perfetta armonia, elementi tratti dal repertorio liberty e decò con torri medievali e stemmi barocchi, che diedero lo stampo alla prima quarantina tra palazzi e villini che originariamente lo costituirono. Presentato dall’arco d’ingresso caratterizzato dal mascherone e dalla fontana delle rane, entrambi  in Piazza Mincio , si estende su di un’area pari a 31.000 mq. dove, tra logge e pinnacoli, si passa dal surrealismo di  “palazzo del ragno” alla vocazione rinascimentale del “villino delle fate”. 

 

Rioni ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: <<

La polarità centrale di Roma era fondamentalmente costituita da un tessuto sociale misto, determinato dalla convivenza delle diverse classi sociali equamente distribuite nei rioni, che, fino alla Roma Capitale d’Italia, erano ancora 14, tanti quante le regiones di Augusto al quale il termine e l’istituzione s'ispirano. Oggi se ne contano 22, dei quali gli ultimi otto originati dallo sdoppiamento dei più grandi. Di questo meccanismo fu il primo esempio il 15° rione Esquilino, il cui territorio faceva parte del rione Monti. Al Priore, o Caporione Monti, membro della magistratura, rispondevano i responsabili di zona messi a capo dalla nobiltà prima e del Papa poi, chiamati "caporioni" fino al 1800 e poi "presidenti".  La costruzione dei muraglioni contenitivi delle anse del Tevere rese necessario l’abbattimento di notevoli porzioni di rioni "rivieraschi", come avvenne per i sobborghi medievali sacrificati in nome della modernità, i cui abitanti, prevalentemente appartenenti alla classe operaia ed artigiana, accomunati dal medesimo destino, si videro costretti  al trasferimento in strutture popolari ubicate fuori le mura, lasciando i propri rioni d’origine ai più fortunati benestanti, che non solo vi hanno conservato le proprietà immobiliari, ma hanno visto negli anni lievitarne la valutazione in quanto ubicate in quel che è divenuto il “centro storico” più prestigioso del mondo. Queste zone popolari furono destinate anche agli immigrati, pertanto i nuovi quartieri, che qui perdono il significato di quarta parte della città, non ebbero un carattere radicato sulle tradizioni in cui i cittadini romani potevano riconoscersi. Attualmente i quartieri sono 35, e prendono il nome dalle vicine strade consolari o dalle recenti assi viarie che li attraversano. Ai rioni intramurari ed ai quartieri si sono sovrapposti sul territorio i 20 municipi, già circoscrizioni, strutture istituzionali atte a rispondere alle esigenze dei cittadini.

I Monti
II Trevi
III Colonna
IV Campo Marzio
V Ponte
VI Parione
VII Regola
VIII Sant'Eustachio
IX Pigna
X Campitelli
XI Sant'Angelo
XII Ripa
XIII Trastevere
XIV Borgo
XV Esquilino
XVI Ludovisi
XVII Sallustiano
XVIII Castro Pretorio
XIX Celio
XX Testaccio
XXI San Saba
XXII San Saba

 

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