Quando il foro romano risultò insufficiente allo svolgimento delle attività pubbliche, si manifestò l’esigenza di acquisire nuovi spazi. Fu così che prese corpo uno dei maggiori complessi monumentali dell’Antica Roma: cinque fori comunicanti con il foro romano.
Fu Giulio Cesare ad ispirare coloro che lo seguirono in età imperiale, costruendone il primo tra il 54 e il 46 a.C., avente come edificio principale il tempio di Venere Genitrice.
In seguito, nel 20 a.C., Augusto ne edificò uno più grande, cui seguirono il foro di Vespasiano, sorto attorno al Tempio della Pace; quello di Nerva, in cui vi era un Tempio consacrato a Minerva; e infine quello di Traiano, comprendente la basilica Ulpia, la Colonna, e il Tempio di Traiano aggiunto successivamente dall’Imperatore Adriano. Sopravvissuti all’invasione gotica del V sec., il deterioramento dei fori imperiali divenne concreto nel IX sec. e, durante l’invasione di Roberto il Guiscardo nel 1084, molti degli antichi edifici vennero distrutti in un incendio.
Il restauro dei monumenti superstiti fu avviato nel XIX sec e culminò, nel periodo compreso tra le due guerre, con la realizzazione dell’arteria viaria dei Fori Imperiali.
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