Il Tempio pagano realizzato in forma rettangolare tra il 27 ed il 25 a.C. dal brillante generale Agrippa, genero di Augusto Imperatore, fu ricostruito la prima volta nell’80 d.c. da Domiziano, dopo un incendio, e ancora nel 118 d.C. da Adriano, a cui si deve la sua forma attuale. L’immenso pronao quadrangolare, racchiuso da colonne monolitiche in granito e sormontato dal frontone triangolare, anticipa la costruzione in muro circolare spesso 6 mt. che costituisce la “rotonda”, il cuore del Phantheon, le cui eleganze geometriche culminano con la cupola emisferica, di altezza e diametro 43,30 mt.,esempio architettonico di profonda conoscenza delle tecniche edilizie dell’eclettico Adriano. La cupola fu infatti realizzata con un getto cementizio composto da calcestruzzo, tufo e pietra pomice, e rifinita a pannelli decorativi, “cassettoni”. Più grande di quella di S. Pietro ed altrettanto famosa, in virtù dell’ingegnoso e particolare elemento, la volta si apre sul cielo con un foro circolare di 9 mt., l’oculus, consentendo l’accesso all’unica e suggestiva fonte di luce. Attraversando le vicissitudini ed il tempo, il Pantheon giunge agli albori del XXI° sec. in straordinarie condizioni di conservazione, con il suo pavimento originale ed i monumentali battenti in bronzo, a dominare ancora sulla celebre piazza della Rotonda voluta da Clemente XI, e a vegliare sulle anime dei Savoia Re d’Italia e di artisti del rinascimento, come Raffaello, lì sepolti.