In luogo della semplice vasca del Mastai, di forma circolare attorniata di zampilli, e dotata di un getto verticale posto in centro, sorse ai primi del novecento l'attuale fontana delle Naiadi.
Le voluttuose vergini realizzate dallo scultore Mario Rutelli, si scostarono molto dal progetto originale di Alessandro Guerrieri, che prevedeva, invece, la presenza di quattro leoni.
I virtuosi retorici, non avvezzi alla nuova libertà d'espressione, reputarono azzardata tale scelta e, tra scandalo e polemiche, la fontana restò transennata per un periodo molto lungo, finché, di notte, qualcuno smantellò la recinzione, e la mostra dell' acqua " Pia Antica Marcia" fu di nuovo visibile.
L'effetto fu straordinario, quanto il consenso che ne conseguì. Il Rutelli ebbe così modo di accattivarsi il favore dell'opinione pubblica, fin quando nel 1911 inserì tra le Naiadi seduttrici un gruppo scultoreo composto da figure ed animali marini, ironicamente definito dai romani "fritto misto", nel 1914 sostituito, dallo stesso Rutelli, con il Glauco.