L’Anfiteatro Flavio, precursore dei grandi stadi di epoca contemporanea, fu edificato in pietra tra il 72 d.C. da Vespasiano, e l’80 d.C.,quando fu inaugurato da Tito.
Alto 48,50 mt.,di forma ellittica, 150 mt. di asse minore per 180 mt. di maggiore, fu noto come Colosseo dal medioevo, e non a seguito delle dimensioni, come si potrebbe erroneamente dedurre, bensì per il colosso bronzeo – dorato, alto oltre 35 mt., raffigurante Nerone nelle sembianze del sole, trasferito in prossimità dell’anfiteatro prima di andare distrutto in alto medioevo. La sua struttura architettonica, caratterizzata da 80 muri radiali, gallerie, scale e corridoi, accoglieva comodamente circa 50.000 spettatori, divisi in settori organizzati per classe sociale. Sovrastate dal Velarium, un enorme tendone realizzato in lino e manovrato dai marinai della flotta imperiale di Capo Miseno, le gradinate garantivano un’ottima visuale dello spettacolo che si consumava al centro dell’arena, non sempre ispirato alla drammaturgia, in voga a Roma già dal III° sec. a.C., e alle attività circensi, ma esteso a lotte tra gladiatori e tra fiere feroci. Nei secoli XV° e XVI° il Colosseo, ormai in rovina, fu appannaggio dei Papi , che dapprima lo utilizzarono come cava di marmo e fonte di approvvigionamento dei mattoni, e poi nel 1749 lo dedicarono alla Passione di Gesù, in memoria del martirio dei cristiani, presumibilmente, lì avvenuto. Solo nel 1893 si scoprirono i sotterranei dell’arena, riportati poi alla luce dagli scavi effettuati nel XIX° sec.. Il Colosseo, stagliato verso il cielo da una piazza che ne conserva il lastricato originale, altero e maestoso, resta il simbolo dell’indelebilità di Roma capitale del mondo.
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