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Abbazie del lazio

 

Abbazia di Farfa (Rieti)
L'Abbazia di Farfa (monastero della congregazione benedettina cassinese) si trova nel comune di Fara Sabina e prende il nome dall'omonimo fiume (il Farfarus di Ovidio) che scorre poco lontano e che ha dato il nome anche al borgo adiacente l'abbazia.

Fu fondata nel V secolo da san Lorenzo Siro, giunto in Italia dalla Siria con la sorella Susanna ed altri monaci. La prima abbazia fu costruita nei pressi di un tempio pagano, dedicato alla dea Vacuna, e di una villa romana in rovina. Appena costruita, distrutta dai Longobardi verso la fine del VI secolo, secondo la leggenda fu ricostruita nel 705 da Tommaso di Moriana (o Morienna), proveniente da Gerusalemme. Da quel momento iniziò lo sviluppo dell'abbazia che si ingrandì con nuovi fabbricati e diventò sempre più ricca per le rinnovate piantagioni di olivi e la bonifica di molte terre circostanti.
L'abbazia crebbe in importanza e considerazione e ricevette elargizioni, privilegi, esenzioni, da parte di imperatori e papi diventando così una vera potenza interposta fra il patrimonio di Pietro ed il Ducato di Spoleto.

Uomini colti, degni e devoti, si succedono alla direzione dell'abbazia, come ad esempio l'Abate Sicardo, parente di Carlo Magno. Durante il Regno di Carlo Magno, l'abbazia ebbe il massimo sviluppo edilizio, che ne modificò così tanto la struttura originale che solo di recente è stato possibile ricostruirla.


Abbazia di San Paolo fuori le mura (Roma)
L'Abbazia di San Paolo fuori le mura è un'abbazia benedettina che sorge a Roma, sulla via Ostiense a circa due chilometri dalle Mura aureliane, accanto alla Basilica di San Paolo fuori le mura. Fin dal IV secolo è il luogo in cui vivono i monaci benedettini a cui è affidato il compito di custodire le lampade votive ed officiare la liturgia sul luogo di sepoltura dell'apostolo Paolo. A capo della comunità cenobitica vi è l'Abate eletto dalla comunità benedettina e nominato dal Sommo Pontefice. L'intero complesso monastico come quello dell'adiacente basilica non appartiene alla Repubblica Italiana, ma è zona extraterritoriale appartenente alla Santa Sede.


Abbazia delle Tre Fontane (Roma)
L'Abbazia delle Tre Fontane è l'unico complesso religioso tenuto a Roma dai cistercensi che abbia il titolo di abbazia (benché appartengano a quest'ordine anche San Bernardo alle Terme e Santa Croce in Gerusalemme).
Il complesso abbaziale è posto in una valletta percorsa dall'antica via Laurentina, in una località detta Aquae Salviae.


Abbazia di Fossanova (Latina)

L'abbazia di Fossanova è sita nei pressi di Priverno, in provincia di Latina.
L'abitato sito tutt'intorno ha l'aspetto di vicus e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo (ora frazione di Priverno) era chiamata Fossa Nova. L'abbazia, in stile gotico cistercense, è considerata la prima di questo stile in Italia (1187-1206), ha l'interno spoglio o quasi di affreschi (ne rimangono, almeno fino al 1998, alcuni brandelli sulle pareti) secondo l'austero memento mori dei monaci cistercensi. Nella torre vi è la stanza ove visse, pregò e meditò san Tommaso d'Aquino negli ultimi anni della sua vita, che qui morì;
infatti, in una delle stanze attorno al chiostro, vi è la tomba (anch'essa spoglia e austera) composta di una lastra di marmo o travertino rettangolare.


San Martino al Cimino (Viterbo)
Piccolo centro di vivo interesse sia per la posizione del paese immerso nella verde cornice dei Cimini sia, soprattutto, per l’attrattiva di carattere storico-artistico e urbanistico che offre l’Abbazia; l’edificio, innalzato alla fine del XIII secolo dai Cistercensi di Pontigny, ebbe grande influenza sullo sviluppo dell’architettura medioevale viterbese e presenta caratteri architettonici gotico-cistercensi assai evoluti. Accanto alla Abbazia sorge il Palazzo Doria Pamphilij, eretto incorporando parte dell’ex convento (portale romanico), da Donna Olimpia Maidalchini-Pamphilij, cognata di Innocenzo X; completamente ristrutturato nel 1652 da vari maestri tra cui il Bernini, è oggi elegante centro congressuale con alcuni saloni con ricchi soffitti lignei, fregi in affresco e un camino monumentale. Ma l’interesse principale di S. Martino risiede nel borgo nel suo complesso, in quanto il nucleo originario medioevale fu completamente rinnovato, secondo i canoni urbanistici del XVII sec., da Marcantonio de’ Rossi, su incarico di Innocenzo X.
(Fonte: Provincia di Viterbo) Per maggiori informazioni visita www.provincia.vt.it/
 

Abbazia di Montecassino (Frosinone)
L'Abbazia di Montecassino è un celebre monastero benedettino del Lazio, in provincia di Frosinone, nel comune di Cassino.
Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del mare, ha subito nel corso della sua storia una alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e di una conseguente ricostruzione.


Monastero di Santa Scolastica e Sacro Speco (Subiaco)
Subiaco è la culla del Monachesimo occidentale.
È qui, infatti, che Benedetto da Norcia, alla fine del V° secolo, si ritirò, lasciandosi alle spalle gli agi della vita mondana e, in una grotta tra i dirupati scoscendimenti del Monte Taleo, rimase a lungo in preghiera.
La sua presenza all'inizio, fu nota solo ad alcuni pastori e all'eremita Pietro, che gli calava con un canestrino un po' di cibo.
Col tempo la fama della sua santità si diffuse e molti giovani lo raggiunsero per condividere il suo stile di vita. Lo seguì anche la sorella Scolastica.
Benedetto fondò così il primo monastero, al quale molti altri ne seguirono, tutti nell'alta valle dell'Amene, e dettò la sua Regola improntata alla preghiera e al lavoro: ora et labora.

Dei dodici monasteri da lui fondati ne rimangono due:
il Sacro Speco, eretto sulla grotta del Taleo, e il monastero di Santa Scolastica.
Il monastero di Santa Scolastica sorge ad est di Subiaco, a mezza costa sulla montagna, nell'incrocio di due valli. E’ un complesso di edifici con alti muraglioni che si dispongono attorno a tre chiostri dei quali due pregevolissimi: il chiostro Gotico, con eleganti archi flamboyant, e il chiostro “cosmatesco”.
Questo chiostro romanico presenta una ricca teoria di colonnine binate, tutte variamente lavorate, opera di Jacopo e del figlio Cosma (1235).
Romanica è anche la bella torre campanaria alleggerita da aeree trifore. In questo monastero, due chierici tedeschi, nel 1464, impiantarono la prima tipografia italiana. Fu merito non ultimo dei benedettini, infatti, la conservazione, la trascrizione e, successivamente, la stampa di moltissimi testi antichi che vennero così sottratti alla furia del tempo. Il Sacro Speco è costituito da diversi ambienti che, seguendo il ritmo della viva roccia, si articolano variamente sul fianco del Monte Taleo. La struttura, che sorge presso un antico bosco di lecci, è a strapiombo sulla vallata nel cui fondo scorre l'Aniene. Il complesso è costituito da due chiese e il convento. La grotta di San Benedetto, lasciata al naturale ed arricchita solamente della statua marmorea del Santo, opera seicentesca di Antonio Raggi, è il cuore del monastero.

 

 
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