Prima di essere dei principi Massimo, le proprietà a questi espropriate per costruirvi la Stazione Termini, appartennero al Marchese Massimiliano di Palombara.
Alla villa esquilina, il cui ingresso era proprio dov'è ora Via Napoleone III, era annessa una palazzina con giardino, nel cui recinto si apriva una porta detta “magica”.
Secondo la leggenda, il nobile Palombara accolse presso di se un uomo avvolto di mistero, il quale sperimentò, riuscendoci, la formula della pietra filosofale.
Prima di sparire nel nulla questi lasciò nel laboratorio un po’ d’oro ed i simboli alchemici che lo avevano materializzato, lasciando il Marchese ai successivi fallimentari tentativi, finché, ormai rinunciatario, egli incise la formula sulla porta nella speranza che potesse essere interpretata da qualche passante.
Per la verità, nei secoli, andando oltre la leggenda, quei simboli astrologici misti a formule indecifrabili sono stati oggetto di studio, e si sono tentate diverse spiegazioni filosofiche, nessuna delle quali, però, è in grado di produrre oro
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