Promosso dallo Zanardelli, fu progettato da Calderini su bando di concorso. Realizzato in 22 anni, in cemento armato rivestito di travertino, fu inaugurato nel 1910.
Di monumentali proporzioni, l’edificio ispirato all’architettura neo–barocca si affaccia sul lungotevere, dominato dal gruppo scultoreo di E. Quattrini, simboleggiante la “Giustizia” seduta tra la “Legge” e la “Forza”, e sormontato dalla quadriglia in bronzo di E. Ximenes.
La facciata presenta altre statue colossali, opera di scultori diversi, raffiguranti Cicerone, Papiniano, De Luca e Vico eretti ai lati dell'ingresso trionfale, mentre seduti vi sono Licinio Crasso e Salvo Giuliano.
Lateralmente
ai finestroni centrali vi sono due figure alate raffiguranti la Fama con tromba e corona.
I romani, poco convinti di questa struttura, più volte interrotta durante la costruzione per critiche e polemiche, lo soprannominarono Palazzaccio per il suo aspetto e per la sua funzione.
Nel 1970 minacciò di crollare e quindi abbandonato. Dopo lungo restauro oggi è tornato ad ospitare la Corte Suprema di Cassazione, oggetto reale della sua creazione.
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