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forti "romani"

Giordano Bruno Ferrari e Forte Bravetta


Nell’anno 1944 Forte Bravetta fu teatro di continue esecuzioni fasciste. Il 24 maggio davanti al plotone finì Giordano Bruno Ferrari, appartenente al Fronte Militare Clandestino di Roma, comandato prima da Armellini e poi dal generale Bencivenga, operante nel centro informativo “Peppino – Arcobaleno – Wanda” fino alla cattura che lo vide tradotto a Forte Bravetta.

Nelle mani dei tedeschi Giordano Bruno Ferrari fu torturato e sottoposto ad incessanti interrogatori senza rivelare alcunché dell’organizzazione massonica di cui era attivista. Quel che è passato alla storia, più del martirio subito, è la grande serenità con cui quest’uomo ha sacrificato la sua vita, per amore di un ideale fondato sull’uguaglianza e la libertà, riaffermando  con la morte la rivendicazione di tali diritti.

Giordano Bruno Ferrari visse con i valori ereditati da suo padre, imperniati su due concetti: la fratellanza e l’arte. Abile allievo di Calandi e Coleman, nel 1914 affrescò l’Esposizione Universale di San Francisco.

 

 
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